Gonfaloni

Com’è cambiata l’imposta comunale sulla pubblicità nel 2019

Noi di Dielle Building abbiamo trattato più volte il tema dell’imposta sulle insegne d’esercizio. Se hai un’attività e desideri pubblicizzarla, infatti, sai bene quanto sia complicato orientarsi tra le diverse norme. Spesso i Comuni applicano regole diverse e anche l’entità dell’imposta cambia in base al numero di abitanti. Inoltre, ci sono in vista dei cambiamenti che potrebbero interessare anche te.

Riassumiamo come funziona la normativa sull’imposta comunale sulla pubblicità, concentrandoci sulle possibili modifiche per il 2019.

Imposta comunale sulla pubblicità, la normativa

Chiunque diffonda messaggi pubblicitari in luoghi pubblichi deve pagare un’imposta. L’obbligo vale anche in caso di insegna pubblicitaria su suolo privato, purché visibile da un luogo pubblico. Se decidi di installare dei totem pubblicitari digitali davanti all’ingresso del tuo negozio, ben visibili dalla strada, devi pagare. Se installi gli stessi totem dentro il negozio, non devi pagare.

La categoria “messaggi pubblicitari” comprende comunicazioni acustiche e visive, come totem pubblicitari da esterno e cartelloni. Sono invece escluse le insegne di esercizio sotto i 5 mq complessivi, che richiedono comunque un’autorizzazione del Comune. L’insegna del tuo negozio non è infatti considerata pubblicità, ma solo un modo per indicare dove si svolge la tua attività economica.

L’imposta comunale sulla pubblicità dipende da una normativa nazionale, che impone però solo alcune linee guida. Tocca ai Comuni regolamentare le modalità di applicazione. Ad esempio, il Comune di Milano gestisce l’imposta sulla pubblicità in modo diverso rispetto ai Comuni delle cittadine vicine. Se quindi stai spostando la tua attività dall’hinterland alla grande città, devi preventivare questo cambiamento.

I Comuni possono addirittura non applicare l’imposta sulla pubblicità, imponendo un iter del tutto diverso. In questi casi, devi chiedere un’autorizzazione preventiva per i tuoi totem pubblicitari da esterno. Una volta ricevuta, devi pagare un canone per l’installazione di mezzi pubblicitari (CIMP).

Il calcolo dell’imposta pubblicità per le insegne

L’insegna del tuo negozio non richiede il pagamento di un’imposta, a meno che non misuri più di 5 mq. In questo secondo caso, qual è il calcolo dell’imposta sulla pubblicità per le insegne? E come si calcola l’imposta per un’insegna pubblicitaria su suolo privato o pubblico?

Le tariffe variano in base alle dimensioni del Comune e dell’insegna/pubblicità. Secondo la normativa dell’imposta comunale sulla pubblicità, sono le seguenti:

  • 19,63 euro al mq per Comuni di classe I;
  • 17,56 euro al mq per Comuni di classe II;
  • 15,49 euro al mq per Comuni di classe III;
  • 13,43 euro al mq per Comuni di classe IV;
  • 11,36 euro al mq per Comuni di classe V.

Considera che i Comuni di classe I sono quelli sopra i 500 mila abitanti, mentre quelli di classe V sono sotto i 10 mila abitanti. Se desideri calcolare l’imposta sulla pubblicità a Milano, il Comune offre un apposito servizio online.

Rimborso delle maggiorazioni dell’imposta sulla pubblicità

Se hai un’attività aperta da prima del 2012, potresti aver diritto ad alcuni rimborsi da parte del Comune di riferimento. Questa è la bella notizia. La brutta notizia è che potrebbe volerci un po’ di tempo prima di riavere i tuoi soldi.

Con la legge n. 449 del 1997, gli enti locali avevano ottenuto il diritto di aumentare le imposte fino al 20%. La percentuale era salita fino al 50% a partire dal 2000, una vera e propria stangata per tante attività. Questa facoltà è però stata abrogata con il Dl del 26 giugno 2012. Ciononostante, non tutti i Comuni hanno rispettato il Decreto Legislativo.

In teoria, tutte le proroghe degli aumenti effettuate dopo il 26 giugno 2012 erano illegittime. Di fatto, diversi esercizi hanno comunque dovuto pagare più del dovuto, poiché i Comuni hanno mantenuto gli aumenti.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 15 del 2018 ha imposto la restituzione delle maggiorazioni avvenute tra il 2013 e il 2018. I Comuni hanno però il diritto di dilazionare i pagamenti, purché siano completati nell’arco di 5 anni dalla richiesta del contribuente.

Nuovi aumenti per i totem pubblicitari da esterno?

Potrebbero arrivare nuovi aumenti sulle imposte sulla pubblicità. Tutto dipende dal cosiddetto sblocco della leva fiscale, che restituisce ai Comuni il diritto di alzare le tariffe. Questo riguarda la TARI e la TASI, ma anche le imposte sulla pubblicità. A partire da gennaio 2019, i Comuni potrebbero avere di nuovo il diritto di applicare aumenti fino al 50%.

Oltre a questo, lo sblocco consentirebbe anche il passaggio da imposta comunale sulla pubblicità a canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP). I Comuni che deciderebbero di passare a canone, potrebbero imporre alcune maggiorazioni per aumentare il gettito dell’anno 2019. Ciononostante, gli aumenti non potrebbero eccedere di oltre il 25% le tariffe deliberate nel 2018.

Non è detto che il tuo Comune di riferimento decida di sfruttare lo sblocco, se confermato. Un eventuale calcolo dell’imposta sulla pubblicità delle insegne dovrebbe però tenerne conto.

All’imposta sulla pubblicità di Milano ci pensa Dielle Building

Confuso da tutti questi cambiamenti? Dielle Building ti aiuta a orientarti e a chiedere tutte le autorizzazioni che ti servono. Vuoi installare un’insegna pubblicitaria su suolo privato? Hai bisogno di totem pubblicitari da esterno? Ti serve un’insegna per il tuo negozio? In tutti questi casi, la nostra azienda ti offre un servizio completo, che va dalla progettazione alla richiesta di tutte le autorizzazioni necessarie.

Se vuoi conoscere più nel dettaglio i nostri servizi, contatta Dielle Building: ti aspettiamo a Ozzero (MI).